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La pigia/diraspatura

E’ quell’operazione che consente la fuoriuscita del mosto dai chicchi di uva. Gli acini, quando sono perfettamente maturi, vengono separati dai graspi (diraspatura) e schiacciati in apposite macchine dette pigiatrici.
Fino a qualche decennio fa la pigiatura era eseguita con la pressione dei piedi.
Questa tecnica così arcaica in realtà, da un punto di vista tecnico, era perfetta, in quanto la pressione dei piedi consentiva la fuoriuscita del mosto senza rompere i vinaccioli che contengono sostanze amare e quindi indesiderate.
Ed è sicuramente a questo metodo che hanno puntato i costruttori di pigiadiraspatrici.
Queste macchine eseguono quindi l’operazione di schiacciamento dell’uva separando contemporaneamente i raspi tramite la forza centrifuga di un albero munito di palette, ruotante a forte velocità all’interno di una gabbia forata.
Non sempre però viene eseguita la diraspatura.
In effetti i raspi influiscono sul colore, gusto, acidità, parametri fondamentali per determinare la qualità di un vino.
A tal proposito si diraspa solitamente quando ad esempio

  1. l’uva da vinificare è già molto ricca di tannino o acidità;
  2. uva con graspi troppo verdi;
  3. quando si vogliono ottenere vini liquorosi;
  4. uva non troppo matura.

Infine poi una pompa trasferisce il mosto fiore (separandolo quindi da vinacce e residui solidi vari) in contenitori per lavori successivi.